Twitter vieta la pubblicità politica!

Twitter annuncia che a partire dal mese di Novembre 2019 bloccherà la pubblicità politica in tutto il mondo. Una scelta che risponde alle crescenti critiche sulla disinformazione fatta dagli uomini politici sui social media.

La notizia lanciata dall’amministratore delegato Jack Dorsey che twitta: “Abbiamo preso la decisione di bloccare tutte le inserzioni pubblicitarie politiche a livello globale. Crediamo che il pubblico – a cui i messaggi politici sono rivolti – debba essere guadagnato e non comprato.”

Twitter annuncia che a partire dal mese di Novembre 2019 bloccherà la pubblicità politica in tutto il mondo. Una scelta che risponde alle crescenti critiche sulla disinformazione fatta dagli uomini politici sui social media.

La notizia lanciata dall’amministratore delegato Jack Dorsey che twitta: “Abbiamo preso la decisione di bloccare tutte le inserzioni pubblicitarie politiche a livello globale. Crediamo che il pubblico – a cui i messaggi politici sono rivolti – debba essere guadagnato e non comprato.”

I politici potranno continuare a twittare e dialogare con i propri followers, ma non potranno più sponsorizzare questi messaggi per assicurarsi un bacino di utenza più grande. Una decisione davvero interessante che invita a riflettere sulle ripercussioni digitali nella politica.

Dorsey continua: “Un messaggio politico si diffonde quando le persone decidono di seguire un account o di retwittarlo. Pagare per aumentare la diffusione rimuove questa decisione, che noi non riteniamo vada compromessa dal denaro. La pubblicità su Internet è molto potente ed efficace per gli inserzionisti, questo potere comporta rischi significativi per la politica, dove può essere utilizzato per influenzare i voti e influire sulla vita di milioni di persone.”

La questione è diventata scottante a settembre quando Twitter, Facebook e Google, si sono rifiutati di rimuovere uno spot video controverso della campagna del presidente Usa Donald Trump che ha preso di mira l’ex vicepresidente Joe Biden, uno dei principali candidati alla nomination democratica. Per tutta risposta la senatrice democratica Elizabeth Warren, un'altra importante candidata alla nomination, ha pubblicato un annuncio su Facebook prendendo di mira proprio Zuckerberg, affermando che il ceo avrebbe mostrato così di approvare le politiche del presidente Donald Trump, tirando la volata alla sua rielezione. Da qui la richiesta a Facebook di rititare tutti gli spot politici.

Google e Facebook, per ora, non hanno rilasciato commenti all’annuncio della modifica della politica di Twitter, il cui titolo è calato a Wall Street di oltre il 2% dopo l’annuncio di Dorsey. La società ha dichiarato che verranno fatte alcune eccezioni, tra cui annunci pubblicitari che incoraggiano l’affluenza alle urne. La nuova politica di Twitter partirà il 22 novembre mentre ulteriori dettagli saranno comunicati dalla società il 15 novembre.

Le critiche a Twitter

Poco dopo l’annuncio del ban alla comunicazione politica a pagamento, Twitter ha perso in borsa il 2% del suo valore. Le reazioni degli utenti a questa decisione sono contrastanti: molti ritengono che sia una cosa giusta, soprattutto nell’ottica di mettere un freno al recente boom delle fake news politiche che proprio sui social trovano l’amplificatore ideale. Altri ritengono che il ban sia troppo stretto: vietare la sponsorizzazione di messaggi sui diritti civili, il global warming e temi simili potrebbe limitare di molto il pubblico raggiunto da storiche associazioni di tutela dei diritti o dell’ambiente.

Ne vedremo delle belle...