Equinozio di Primavera

Equinozio di primavera e ultima superluna dell'anno

Per la precisione lo sarà alle 22.58, astronomicamente: è l'orario esatto dell'equinozio, per cui non è giusto dire che le stagioni cominciano sempre il 21 del mese
Oggi ci sarà l’equinozio di primavera, cioè l’evento astronomico che segna l’inizio della primavera, per la precisione alle 22.58.

Per la precisione lo sarà alle 22.58, astronomicamente: è l'orario esatto dell'equinozio, per cui non è giusto dire che le stagioni cominciano sempre il 21 del mese
Oggi ci sarà l’equinozio di primavera, cioè l’evento astronomico che segna l’inizio della primavera, per la precisione alle 22.58.

Anche se convenzionalmente si dice che le stagioni cominciano sempre il giorno 21 di marzo, giugno, settembre e dicembre, le date esatte di equinozi e solstizi dipendono dalla rivoluzione della Terra.
L’arrivo della Primavera ci regala l’ultima Superluna del 2019, dopo la più grande dell'anno del febbraio 2019. Sarà possibile ammirarla nella notte tra il 20 e il 21 marzo. Anche in streaming, a partire dalle 17:45, sul canale Ansa Scienza e Tecnica, grazie alla diretta del Virtual Telescope Project, che trasmetterà lo spettacolo della Superluna mentre sorge sui monumenti di Roma.

L'EQUINOZIO, parlando di astronomia e dell'orbita della Terra attorno al Sole, cosa possiamo spiegarlo? Nel momento in cui il pianeta si trova a una delle estremità di quella che abbiamo appunto chiamato linea degli equinozi (vedi lo schema dei riferimenti astronomici), il terminatore, cioè la linea che divide la parte illuminata (diurna) della Terra dalla parte che in quel momento è ancora in ombra (notturna) è perpendicolare all'equatore: passa cioè sia per il Polo Nord sia per il Polo Sud. Il dì e la notte hanno (quasi) la stessa durata: è il giorno che chiamiamo equinozio, dalla parola latina aequinoctium (notte uguale).

I due equinozi (primavera e autunno) corrispondono a un preciso evento astronomico, ma in realtà c'è qualche minuto di differenza nella durata del dì (luce) e della notte (buio). Succede perché i raggi del Sole iniziano a inondare una regione della Terra prima che il disco solare sia completamente visibile (all'alba) e scompaiono dopo che è scomparso dalla vista: i minuti di luce che precedono e seguono la completa comparsa o il completo tramonto riducono la durata della notte.

LO SLITTAMENTO DELLE DATE. Il calendario gregoriano è di 365 giorni: è comodo, ma non rispecchia l'anno siderale, ossia l'effettiva durata dell'orbita della Terra attorno al Sole, che è di 365 giorni, 6 ore, 9 minuti e 10 secondi. Per compensare la differenza è stato introdotto il sistema degli anni bisestili, che prevede l'aggiunta di un giorno alla fine di febbraio, in generale per tutti gli anni non secolari (che non segnano il passaggio di secolo) e divisibili per 4: questa soluzione offre una buona approssimazione, ma è comunque un'approssimazione.

Per fare tornare i conti la regola non è stata rispettata per il 2000, che è stato bisestile: questo però sta provocando un graduale slittamento all'indietro degli eventi del calendario astronomico. Il cambio di stagione "arretra", anno dopo anno: addirittura, nel 2044 l'equinozio di primavera cadrà per la prima volta il 19 di marzo.

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Tags: equinozio, primavera, superluna